Bocola:  globe-trotter delle arti visive

L’attività inventiva e creativa di Francesco Bocola è una sorta di universo che si espande in latitudine e in profondità. Vari i campi di lavoro e i contributi innovativi, come in fatto di design, sonorizzazione o nella tecnologia delle barche a vela. Fa e rivoluziona. Si tratta di un suo principio operativo, della sua natura di progettista espressivo.

Pittore, intanto, sin dal suo primo affacciarsi al mondo dell’arte in generale, dopo gli studi specifici. E, dati i tempi, anni ’60, informale è la sua poetica. Cioè nel bel mezzo dell’oceano in cui consisteva quella tendenza in ogni parte del mondo occidentale. E lui, che di traversate oceaniche si sarebbe occupato, si muove a suo agio. E si apre una sua strada. Essa è fatta più di orchestrazione di colori che di forme,  fondamentale essendo (e lo sarà in tante attività future) il primo di questi due valori. In anni recenti, dopo l’impegno, intenso e lungo, nella ricerca in vari campi, si è rituffato nel colore puro.

Ha realizzato dipinti freschi, sapientemente costruiti e che soprattutto vibrano di un linguaggio polisemico, cioè variamente interpretabile. Inoltre, il design che è nel suo DNA, si allea con questo bisogno di pittura. Nascono opere, pur sempre emozionalmente accattivanti, ma anche dotati di una propria funzione quotidiana: soprattutto lampade a parete o a piantana, e comunque interattive.

Con la conseguenza che pittura e design si fondono dando luogo ad uso discrezionale del fruitore nel determinare cromatismi e luminosità. Affiora un altro vecchio interesse di Bocola, tra l’altro, quello ambientale. Facile dire, allora, che oggetto da contemplare (dipinto, scultura), oggetto funzionale (e qui davvero la produzione di Bocola è un mare: dalla sedia all’ambiente, e Pierre Cardin è grande testimone di questi lavori), ricerca scientifico-tecnologica o manifestano puntualmente la propria vocazione spaziale oppure colludono per opere che sono interi ambienti veri e propri. Una personalità ricca e complessa, quella di Bocola, a cui in questa sede più che qualche ragguaglio non si può dare, ma che -ovvio-  merita finalmente gli opportuni approfondimenti e i meritati pieni riconoscimenti internazionali.

Carmelo Strano, 2016


La nuova architettura ecologica

Le nuove tecnologie hanno il potere di rimediare ai guai dovuti a diversi tipi di impreparazione legati alla prima generazione di tecniche industriali. La società post-industriale vive i primi stadi di una nuova coscienza dell’ambiente e di una nuova sensibilità essenziale e fondamentale. È proprio in questo incontro fra nuova natura e nuova cultura che nasce un fenomeno di coscienza ontologica e illustrativa dell’esigenza attuale di qualità della vita. La disseminazione dei suoni crea un inquinamento fisico e mentale. I nuovi materiali adoperati da Francesco Bocola e dai suoi amici artisti, designer ed architetti, propongono una soluzione drastica a livello acustico. Dipingere o intervenire plasticamente su questi pannelli protettori offre un significato non soltanto decorativo ma anche filosofico e morale all’intera impresa. La disseminazione degli elementi visivi viene a compensare l’altra dimensione, quella dell’inquinamento delle alte e basse frequenze sonore. Le alte e basse frequenze visive sono come la chiave magica di una poesia purificatrice.

Pierre Restany, 1990