About me

La mia vita inizia in modo turbolento, in corrispondenza degli ultimi anni di guerra, periodo che mi vede pellegrino in varie scuole sino a quando mio padre, liquidandomi definitivamente come “somaro” decide che l’imparare un mestiere sarebbe stata per me la via migliore. A dodici anni, infatti, inizio la mia vita lavorativa alle sue dipendenze – come parrucchiere per signora – ma dopo poco comprendo che la scelta dei miei genitori non mi è congeniale. Pertanto,  parallelamente all’accademia dei parrucchieri, mi iscrivo ai corsi serali del Castello e di Brera. Prendo però coscienza che le scuole d’arte, se non supportate da una base culturale, non permettono obbiettività nell’analisi critica di un’opera; così inizio a studiare Storia dell’arte, letteratura, filosofia, matematica, fisica e molto altro, rubando parecchie ore al sonno per divorare libri (per fortuna mi bastano due o tre ore per notte).

Mi appassiono fin da giovanissimo al design; a vent’anni ho già progettato e messo in produzione industriale alcuni oggetti, tanto che l’ADI (Associazione Design Italiani) mi associa per merito. Contemporaneamente, sono invitato dal proprietario di una galleria di Rovigo ad esporre i miei quadri di pittura informale. Non sentendomi del tutto pronto a presentare le opere in una galleria d’arte, cerco una verifica, che un amico mi procura presentandomi a Lucio Fontana; l’artista le apprezza e scrive persino una breve presentazione, manifestando l’intenzione di effettuare un cambio opere.

A questa mostra seguono molte altre sino all’occasionale incontro con Pierre Restany. Il dialogo col grande critico francese apre a nuove possibilità espressive; interrompo la pittura e inizio a realizzare opere adottando i più disparati oggetti, sperimentando nuove tecniche. Non tardano ad arrivare inviti in prestigiose gallerie  come Il Cavallino di Venezia, Contemporaine a Ginevra, Apollinaire a Milano. Quest’ultima diviene anche teatro dell’incontro con Pierre Cardin: lo stilista infatti acquista la mia struttura ambiente, esposta in galleria e rimontata a Parigi, nei propri spazi.

L’invito a lavorare per Cardin nella Ville Lumière interrompe il circolo virtuoso di esposizioni iniziato da pochi anni, ma mi permette di realizzare opere di design molto interessanti; significa dare un seguito alla mia sperimentazione, iniziata proprio con l’opera da lui acquistata.  Infatti, attraverso l’incarico ricevuto per la realizzazione di teatro e cinematografo nell'”Espace Cardin”, mi si presenta la concreta opportunità di realizzarvi una  particolare versione di struttura ambiente, con lo schermo posto dietro a una parete curva, il pavimento collegato al soffitto e quest’ultimo, leggermente inclinato verso le pareti laterali, recante al centro un elemento luminoso. Un cinema che rappresenta una sorta di “ventre della balena”, per porre lo spettatore in un ambiente protetto in cui vivere le emozioni procurate dallo spettacolo.

Presto, il magnate francese della moda mi coinvolge anche nel disegno industriale, facendomi progettare e realizzare di tutto, naturalmente in un clima di oggetti, mobili e accessori, con aspetto futuribile,  indirizzo a me congeniale.

Il sodalizio ad un certo punto si interrompe – forse per gelosie interne al mondo Cardin –  dandomi però modo di realizzare un sogno che avevo nel frattempo maturato, cioè la fuga dal contesto sociale per immergermi totalmente nella natura. Come? Navigando gli Oceani con un’imbarcazione a vela, avventura che dura circa due anni e mi regala sensazioni forti e molto singolari. Al ritorno nella quotidianità, decido di progettare imbarcazioni sulla base delle esperienze vissute in oceano. Inizio con una barca in acciaio di 22 metri pensata per un amico che voleva effettuare un giro del mondo a vela. Il progetto venne realizzato nel cantiere Francese di Biot. Il proprietario del cantiere, soddisfatto dell’imbarcazione realizzata, mi incarica di rappresentarlo in Italia, progettando per il suo cantiere una imbarcazione di  18 metri.

La promozione in Italia di questi “fuoristrada del mare a carena d’acciaio”, vede un grande successo, al quale ne seguono molti altri; negli anni ‘70 progetto una nuova imbarcazione in vetroresina di 17 metri, con caratteristiche idrodinamiche rivoluzionarie. La realizzo nel mio cantiere a Riva Trigoso e per circa 15 anni costruisco una trentina di imbarcazioni, sino ad un fatale incendio che distrugge il cantiere e tre imbarcazioni pronte al varo. Traumatizzato dall’evento, abbandono la nautica e apro uno grande studio-galleria a Milano. Sarà Pierre Restany a battezzare lo spazio “DISSEMINATION” che inaugura con la presentazione di quadri e sculture fonoassorbenti.

In questo luogo realizzo convegni scientifici, culturali, politici alternati a mostre di Arte & Tecnologia, supervisionate da Pierre Restany.  Le nude pareti della galleria, quello spazio accogliente, mi sono da stimolo per riprendere a dipingere e per arrivare, dopo tutte queste eterogenee esperienze, a capire che l’Arte è la strada che sento di volere percorrere ora e negli anni a venire. Una spinta decisiva  è arrivata dal  conseguimento del  brevetto di pilota, ottenuto  per poter sperimentare il volo,  un’attività affascinante che mi permette di esperire nuove e forti sensazioni,  emozioni  necessarie a nutrire la mia creatività e l’afflato poetico.

Francesco Bocola

 

Mostre personali

2016  Galleria Sorgente, Oreno di Vimercate

2015  Villa Turconi, Comune di Lanzo D’Intelvi

2000/1990 Arte & Tecnologia, Galleria Dissemination, mostre annuali a cura di  Pierre Restany, Milano

1974  Segregazione della memoria di Pierre Restany, (performance) Galleria Denise Rene, Milano

1970 Galleria Espace Cardin, Parigi

1968 Galleria  Apollinaire,  Milano, presentazione a cura di Pierre Restany, 1968

1968 Galleria Contemporaine, Ginevra

1966  Galleria del Cavallino, Venezia

1965  Galleria Zero,  Verona

1968  Galleria Contemporaine, Ginevra

1964 Galleria Argentario,  Trento

1964 Galleria La Caravella, Como

1964 Galleria  Girone 3°, Boccadasse, Genova

1963 Centro artistico della gioventù, Genova

1961  Galleria de Il Giorno, Galleria de Cristoforis, Milano

1961, Piccola Galleria del Polesine, Rovigo, testo critico di Giuseppe Marchiori, presentazione di Lucio Fontana 1961

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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